Primo: puntare all`infinito. Secondo: evitare i cattivi maestri. E anche ascoltare quelli buoni, che a Margherita Hack non sono mancati: i genitori, raro esempio di libertà e coerenza durante il fascismo, la maestra Borromeo e la sua passione per l`insegnamento, Otto Struve che la invita ad Harvard, ma anche Aldo, paziente compagno di una vita. Tra autobiografia e prontuario di sopravvivenza, la scienziata ricorda l`importanza dei principi che a lei sono stati utili tutta la vita: l`etica del lavoro, l`ostinazione, l`impegno civile e morale, la fiducia in se stessi e nelle proprie idee. Si chiede: se rinascessi adesso cosa mi aspetterebbe? Cosa riuscirei a realizzare? E aggiunge una riflessione provocatoria: il ruolo secondario dei giovani e delle donne è colpa di una società cieca e maschilista o anche di giovani troppo arrendevoli e donne incapaci di pretendere ciò che meritano? |