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Lunedì 22 Luglio 2019 ore 16:47
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Titolo: Nazisti in fuga. Sulle tracce dei carnefici.
Autore: Arrigo Petacco
Editrice: Mondadori
Pagine: 240
Prezzo: 19,00
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A volte ne trovano qualcuno ancora vivo, ma si tratta di pesci piccoli: un ex Untersturmführer novantenne che è riuscito a scamparla, ma coloro che ricoprirono i gradi più alti nelle SS e riuscirono a evitare il capestro sono di certo tutti immeritatamente morti di vecchiaia nel loro letto. Qualcuno addirittura centenario, come il "boia delle Ardeatine". Con la morte di Erich Priebke, la caccia ai criminali nazisti condotta dagli agenti del Mossad israeliano e da Simon Wiesenthal può quindi dirsi conclusa. L`autore ricostruisce la fuga dei principali criminali nazisti che trovarono scampo in Sudamerica o nei Paesi arabi, concentrandosi ovviamente sui personaggi più noti, come il dottor Mengele o Eichmann, ma anche di personaggi meno noti come l`assistente di quest`ultimo, Brunner Alois, un "mezzosangue nazista" che creò la Judenpolizei o Franz Stangl, il comandante di Treblinka che camuffò il lager in una stazione ferroviaria. Quello che pochi lettori sanno è che proprio dal nostro paese partì il maggior numero di nazisti in fuga. Per semplice spirito cristiano, o per inconfessabili fini politici, la Santa Sede favorì infatti la fuga di molti criminali di guerra tedeschi, slavi, baltici e anche italiani, che percorsero la "via dei monasteri" che si snodava lungo un itinerario disseminato di abbazie e conventi in cui veniva offerto asilo ai fuggiaschi, finché la Caritas non forniva loro la documentazione necessaria per imbarcarsi a Genova.
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