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Mercoledì 20 Giugno 2018 ore 4:23
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Titolo: Chi sono io?
Autore: Concita De Gregorio
Editrice: Contrasto
Pagine: 194
Prezzo: 22,00
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Qual è la differenza tra il selfie e l`autoritratto? Secondo l`autrice il selfie ha a che fare con la reputazione, l`autoritratto con l`identità. Fin dalla sua nascita la fotografia ha offerto uno specchio davanti al quale misurare e definire la propria identità: un terzo occhio capace di scavare a fondo nell`animo umano. Una intima e intensa galleria fotografica, da Francesca Woodman a Cindy Sherman, da Wanda Wulz a Dora Maar, attraverso gli anni dalla fine dell`Ottocento fino ad arrivare al secolo scorso con Vivian Maier che disse di fotografare se stessa per trovare il proprio posto nel mondo. Una carrellata che si conclude con le interpreti dei nostri giorni. Concita De Gregorio descrive come attraverso gli autoritratti di queste "maestre" della fotografia, sia possibile ripercorrere e raccontare una storia, la loro storia.

La ricerca sul tema dell`autorappresentazione nelle fotografe donne condotta nel libro prende le mosse da una constatazione dell`autrice ben descritta nell`introduzione a Chi sono io?: "ho cercato molti autoritratti, per molto tempo. Quelli che ho trovato sono quasi tutti femminili. Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. è curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima? Come mai voltano così di rado la macchina fotografica verso se stessi? Perché il lavoro sull`identità – chi sono io – è in fotografia un lavoro soprattutto femminile?".
Da qui il desiderio di interrogare cinque giovani fotografe italiane – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni e Moira Ricci – che si muovono nel campo dell`autorappresentazione. Il volume presenta l`incontro tra Concita De Gregorio e le fotografe citate in forma di racconti-dialoghi raccolti in sezioni dedicate. Nessuna di loro ha descritto a Concita De Gregorio le caratteristiche tecniche delle proprie immagini, a tutte premeva parlare piuttosto della propria storia: la famiglia, la madre l`infanzia, il corpo, il sesso, la paura e temi legati all`identità.
Nel corso dei suoi incontri con le fotografe l`autrice si è interrogata dunque sul senso e sul valore del gesto dell`autoritrarsi e ha cercato di decifrarne l`intenzione di fondo, individuando alcuni temi comuni evidenti nei loro autoritratti. Come ad esempio la presenza dell`acqua come elemento ricorrente contestualizzante e decontestualizzante al tempo stesso o del colore rosso; la scelta di rappresentarsi allo specchio o con il volto celato, coperto o negato all`obiettivo; la metamorfosi come simbolo di rinascita e trasformazione del corpo; il travestimento come strumento di affermazione sociale o di evasione da ruoli precostituiti; il corpo in quanto oggetto di riflessione, denuncia e riappropriazione.
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