Recensione
"No. Zorro non pretende. Zorro non tende la mano, Zorro ha i pugni chiusi. Zorro ha fatto una scelta."
Un uomo normale, un uomo come tanti, finché una disgrazia, anche questa, in qualche modo normale, non imputabile a lui, fa sì che gli si rompa qualcosa dentro. Ciò che si spezza è la tensione che ci tiene legati al mondo degli obblighi sociali, delle convenienze, delle forme.
L`uomo scioglie tutti i legami. Aveva una moglie e la lascia, anche se lei se ne stava già andando per conto suo; aveva un lavoro e lo molla; aveva una casa e l`abbandona. Diventa un barbone. Dal marciapiede guarda scorrere la vita dei "normali", di quelli che lui chiama "Cormorani". La guarda e la commenta, ma senz`astio, senza nessuna acrimonia. Anzi, forse vi partecipa ancora, anche se a sprazzi, per attimi, con quell`ironia, quel distacco, quell`infinita nostalgia che è propria degli uomini che hanno fatto una scelta estrema soltanto per cercare di essere più autentici, più veri. Il testo è presentato da alcune pagine profonde e appassionate che l`autrice dedica ai suoi lettori.
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