Recensione
La lettura del testamento di Alessandra Pluda Cavalli sconvolge il marito Franco e i tre figli. La parte più cospicua dell`eredità, una collezione di quadri antichi sul tema del cibo, è stata venduta e il ricavato investito in polizze-vita con un solo beneficiario, Ludovica Magnasco, custode dello stabile in cui vivono i Pluda. Ludovica, che tutti chiamano Lula, è altrettanto sconvolta per questo lascito di cui non afferra il significato. La sorte non è stata molto generosa con lei: ha avuto le sue traversie, ha trovato per caso quel lavoro di portiera e grazie all`intelligenza e al buon carattere si è fatta benvolere da tutti i condomini, in particolare da Alessandra. Ma cosa può aver spinto la ricca signora borghese a lasciarle quella fortuna? Certo non le piccole squisitezze che talvolta Lula le offriva nel locale della portineria, e nemmeno le confidenze che amavano scambiarsi. La spiegazione, che affonda le sue radici in un segreto di famiglia sempre gelosamente custodito, la colpisce e la turba, ma non altera le sue certezze: i soldi aiutano a vivere meglio se li usiamo anche per renderci utili agli altri. A indicarle la strada giusta è ancora il caso, che intreccia il suo destino con quello dell`affascinante Guido Montini, un noto veterinario dedito da anni al volontariato. Insieme, diventeranno una coppia formidabile e avranno la possibilità di fare davvero `qualcosa di buono`... Con quest`ultimo romanzo, Sveva Casati Modignani regala ai lettori una storia in cui a momenti drammatici si alternano pagine percorse da un sottile umorismo e passaggi carichi di tenerezza e nostalgia, ma dove prevale soprattutto una sincera solidarietà con chi ci vive accanto e ha bisogno di noi.
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