Recensione

Alfonsina e la strada.
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Titolo: Alfonsina e la strada.

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La storia e le avventure di Alfonsina Strada, la ciclista ribelle che per prima sfidò il maschilismo sportivo partecipando, unica donna, al Giro d`Italia del 1924, accumulando numerosi riconoscimenti internazionali. Dalla povertà alla fama all`oblio, la vita di Alfonsina trova nel linguaggio e nella sensibilità di Simona Baldelli una voce capace di raccontare l`impresa faticosissima e anticipatrice di una donna che mai volle porsi dei limiti. Dai tempi duri e affamati di Fossamarcia, dove nacque nel 1891, fino al 1959, anno della morte. In mezzo ci sono due guerre mondiali, una Marcia su Roma cui prese parte uno dei fratelli di Alfonsina, D`Annunzio che le regalò una stella d`oro, Mussolini che volle darle un`onorificenza che lei non andò mai a ritirare, una medaglia che lo zar Nicola II le appuntò personalmente al petto. E poi gli anni passati ad esibirsi nei circhi d`Europa e due matrimoni, il primo a 14 anni, l`unico modo per andar via di casa perché i genitori le volevano impedire di gareggiare. Il giovane marito era Luigi Strada, di professione meccanico, uomo dalla psicologia fragile che morì dopo lunghi e dolorosi anni in manicomio. Ne mantenne per sempre il cognome anche dopo le seconde nozze con il collega Carlo Messori. Nel 1924, il Giro d`Italia rischiava di non partire per via di una diserzione di massa dovuta al rifiuto da parte degli organizzatori di concedere una ricompensa in denaro agli atleti più blasonati. Mancavano alcuni grandi campioni e la corsa rischiava di passare inosservata, così gli organizzatori si convinsero ad accogliere la richiesta di una donna di trentatré anni che insisteva da tempo per iscriversi. Era proprio lei, Alfonsina Strada, che aveva già preso parte a due Giri di Lombardia. Molti temevano che il Giro potesse risultare una pagliacciata. Gli iscritti furono 108, al via se ne presentarono novanta. Solo in trenta completarono la gara e fra questi c`era Alfonsina Strada.
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