Recensione

Amburgo, 1889. Oscar Troplowitz è un giovane farmacista, deciso a sperimentare nuove formule per quello che secondo lui sarà l'affare del secolo: i prodotti di bellezza per le donne. Così, quando scopre che l'imprenditore Paul Beiersdorf vende il suo laboratorio farmaceutico per ragioni famigliari, non esita a farsi avanti. Tuttavia, all'entusiasmo iniziale fanno seguito le prime difficoltà: Oscar è ebreo, e inoltre ha idee "troppo" moderne sui benefici da riservare ai lavoratori. Ma per fortuna, accanto a lui, c'è sua moglie Gerda. Appassionata di arte, per promuovere il progetto del marito organizza nella loro villa mostre e vernissage, invitando ospiti influenti dell'alta società di Amburgo. Coinvolge l'artista Irma von Hohenlamburg, che dipinge quadri fortemente drammatici, attirando l'attenzione del pubblico e contribuendo a salvare la reputazione di Oscar. Presto, grazie all'aiuto di Toni Peters, un'intraprendente operaia della Beiersdorf, Oscar individua il componente fondamentale per proteggere e lenire ogni tipo di cute. Un ingrediente che gli permetterà di produrre un rivoluzionario cerotto, e in seguito la Nivea, la crema destinata a comparire nelle case di ogni donna. E con un grande lavoro di squadra, la Beiersdorf si avvia a diventare l'impero che oggi tutti conoscono. Ispirato a una storia vera, il romanzo di Lena Johannson racconta in modo appassionante la nascita di alcuni tra i prodotti di bellezza più popolari e amati di sempre.
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