Recensione
Due madri, due mondi, un bambino. Anche nei momenti più oscuri della storia, la vita trova la sua strada. Madrid, inverno 1938. è tempo di Guerra civile e la caduta della Repubblica è vicina. Clotilde disegna caricature per riviste satiriche, non ha ancora perso la speranza. Ma nel fronte comunista c`è chi, come suo marito Agustín, pensa che il tempo per salvare il paese sia scaduto. Per lui, c`è una sola cosa da fare: mettere in salvo il futuro, suo figlio. Il piccolo Pablo viene strappato da sua madre Clotilde che si dispera vedendo il bambino partire per l`Unione Sovietica. A Mosca, Pablo cresce nei circoli letterari clandestini, accompagnato da Anja, sua madre d`adozione, che lotta per la libertà nel fronte degli artisti, fra chi si rifiuta di credere che una poesia possa davvero spaventare un Partito. Ma l`ombra del regime è destinata ad allungarsi sulle loro vite: i poeti, la musica, perfino l`amore sono ormai sospetti. E ad accogliere chi ancora crede nel potere della letteratura e delle arti c`è la minaccia del gulag, il campo di lavoro in cui sopravvivere è questione di fortuna, e di legami che si è ancora capaci di far nascere. Il bambino, ormai ragazzo, vive come figlio di due paesi antagonisti, imparando sia l`alto tributo implicito nelle guerre e nel totalitarismo sia la conquista della libertà e dell`amore.
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