Recensione

Memorie delle mie puttane tristi.

Titolo: Memorie delle mie puttane tristi.

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``L`anno dei miei novant`anni decisi di regalarmi una notte di folle amore con un`adolescente vergine``. Comincia cosi il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Marquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni (dai tempi di "Dell`amore e di altri demoni") alla narrativa pura. E lo fa rendendo omaggio al capolavoro di un altro premio Nobel da lui particolarmente amato, "La casa delle belle addormentate" di Yasunari Kawabata. Un omaggio all`amore, alla vecchiaia e all`eros, attraverso la voce dell`anziano protagonista, un giornalista appassionato di musica classica e pieno di manie, che accanto a quella giovane ricorda le donne della sua vita e trova ``l`inizio di una nuova vita a un`età in cui la maggior parte dei mortali è già morta``. Struggente e gioioso al tempo stesso, "Memorie delle mie puttane tristi" è la straordinaria riscoperta dell`universo fantastico e ribelle del grande scrittore colombiano, che rinnova il miracolo di una lingua capace di invadere i sentimenti e gli occhi, penetrando il mistero della vita.
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