Recensione

Sgangherati pescherecci, vecchie navi mercantili o semplici gommoni. Tutti i giorni sulle coste dell`estremo Sud della penisola, a Lampedusa o sulle spiagge siciliane, arrivano imbarcazioni cariche di africani attratti dal miraggio dell`Occidente. Alcune fanno notizia e si conquistano le prime pagine dei quotidiani, altre approdano nell`indifferenza dei mezzi di informazione e dell`opinione pubblica, altre ancora naufragano o affondano trascinando con sé i passeggeri. Queste imbarcazioni sono cariche di storie umane drammatiche, di aspirazioni tanto forti da riuscire a sopravvivere a lunghi viaggi e a mille peripezie. "Libera" è una di queste storie. La storia vera di Feven, una giovane donna eritrea che fugge dal suo paese alla ricerca di un futuro e attraversa l`Africa per imbarcarsi su una "carretta del mare" che da Tripoli la porterà clandestinamente a Lampedusa. La sua odissea dura due anni tra le angherie dei militari in una caserma di Assab, la drammatica fuga nel deserto, le persecuzioni della legge islamica in Sudan, la condizione di schiava in Libia e infine le privazioni patite su una "carretta del mare" che per cinque giorni va alla deriva nel Mediterraneo. Sullo sfondo il regime repressivo e crudele che vige in Eritrea e il proliferare di quella criminale multinazionale del traffico di esseri umani che si arricchisce sulla pelle di persone disperate che fuggono dalla guerra e dalla povertà.
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