Recensione

A un passo dal cuore

Titolo: A un passo dal cuore

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Certe vite si sente che gli manca qualcosa, che si muovono zoppe, "come quelle barzellette che a metà non ti ricordi il finale ma vai avanti lo stesso". Perché la felicità era vicina, l`amore era solo a un passo, ma poi è scappato in Turchia con quel grossista di pelle conosciuto a Rimini, o ha semplicemente detto che non era più il caso e adesso sarà nel salotto di qualche commercialista di Prato. I racconti di "A un passo dal cuore" sono le storie tenere e surreali di gente normale normale, che fa l`amore col sottofondo di Frizzi e passa le serate "tra una cortina di fumo e l`altra, in `sti bar all`americana anche se sono a Scandicci". Bozzetti di vite un po` commoventi e un po` ridicole che Pieraccioni sa rendere con quella stessa leggerezza e poesia della voce fuoricampo dei suoi film. E con un`abilità che conferma le sue capacità di far sognare e divertire anche quando sostituisce la penna alla macchina da presa. E chissà poi se qualche personaggio di questo libro entrerà un giorno in un suo film. Oppure questi poveri bischeri, queste cenerentole senza principe azzurro, questi vecchi eterni bambini e questi attori porno che non riescono ad amarsi arriveranno al cinema proprio quattro minuti dopo che si è chiuso il portone, restando ancora una volta a pochi centimetri dal gol, a un solo passo dal cuore.
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