Recensione

Sette mari tredici fiumi

Titolo: Sette mari tredici fiumi

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Nazneen ha sempre saputo che ribellarsi al Destino è una battaglia persa, fin da quando sua madre, convinta di essere preda di un`indigestione, l`ha partorita più morta che viva nel fango di un villaggio del Bangladesh. Nessuno l`ha soccorsa in quell`occasione: il fato doveva semplicemente compiersi. E nessuno è intervenuto quando, anni dopo, si è trasferita a Londra per sposarsi con Chanu Ahmed, un uomo grasso con la faccia da rana e il doppio dei suoi anni. Scelto da suo padre. Immigrata tra immigrati nel cuore dell`East End londinese, le sue giornate si susseguono interminabili al chiuso di un appartamentino soffocato da mobili scuri, occasionalmente invaso dalle pettegolissime vicine bengalesi. Il fiume della vita scorre davanti ai suoi occhi malinconici, mentre il velleitario e logorroico Chanu dedica tutto il tempo a inseguire una promozione che non arriverà mai. E un giorno Nazneen si ritrova madre, una donna adulta che vive di riflesso le vite altrui, che sa dire soltanto `sorry` e `thank you` nella lingua del suo nuovo paese, e che impara a voler bene a quel marito mai scelto. L`unico filo che ancora la collega al Bangladesh sono le lettere della sorella Hasina, scappata a sedici anni per coronare un sogno d`amore. Ma la sorte con Hasina non è stata benevola: il marito la picchia di continuo, lei fugge sempre e di nuovo, perde il posto in fabbrica, finisce col prostituirsi. Nazneen, per aiutarla, si procura lavori di cucito, mentre Chanu raggranella risparmi per rientrare in patria da trionfatore, sotto lo sguardo atterrito delle figlie che quella patria non l`hanno mai vista. Fino a quando nella vita di Nazneen entra Karim. Giovane e bello, impegnato nella difesa dei diritti delle comunità musulmane, lui è tutto ciò che Chanu non è mai stato. Da quel momento niente per Nazneen sarà più lo stesso. Vent`anni di storia della comunità bengalese a Londra, le battaglie contro le tradizioni, l`incertezza tra una `jihad` globale e le lotte interne tra bande e fazioni: tutto questo è il romanzo d`esordio di Monica Ali. Ma in "Sette mari tredici fiumi" vive anche una grande famiglia di personaggi, amari, combattivi, grotteschi, divertenti; ciò che li lega è la ricerca di se stessi e dell`unione con l`altro, passionale o indulgente, di quella comprensione che si nutre dei giorni, come nella vita vera.
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