Recensione

Il mondo del petrolio è una delle realtà più opache che ci siano, del tutto simile a quello del traffico d`armi. Nessuno può dire con precisione se e quando finirà. Nessun governo al mondo sa se l`impennata dei prezzi dell`energia degli ultimi mesi sia temporanea oppure annunci l`età in cui non ci sarà più abbastanza greggio per soddisfare le richieste di tutti. Così come nessuno può predire se nuovi giacimenti o nuove tecnologie ci garantiranno un ritorno all`epoca del petrolio economico e copioso, o se invece quell`era sia finita. Non è detto che si realizzi il peggiore di questi scenari, ma il solo fatto che esso sia possibile finisce per condizionare pesantemente i comportamenti politici, e spesso anche militari, delle nazioni maggiormente coinvolte in questo mercato: i grandi produttori e i grandi consumatori di oro nero. A chi appartiene oggi il petrolio? Chi sono i grandi produttori di greggio? Guido Rampoldi, inviato speciale della "Repubblica", intraprende un lungo viaggio intorno al pianeta del greggio per cercare di rispondere a queste domande. Dall`Iran degli ayatollah, a cui i grossi introiti garantiti dagli alti prezzi dell`oro nero permettono di sostenere una politica aggressiva nei confronti di tutto l`Occidente, al Venezuela governato dal presidente Chàvez, che grazie alla ricchezza dei propri pozzi decide di sfidare la tradizionale egemonia degli Stati Uniti in America Latina; dalla Russia di Putin, che servendosi del petrolio e del gas siberiano cerca di ritrovare il ruolo di superpotenza che appartenne all`Unione Sovietica, all`Iraq del dopo Saddam, dove il controllo sui pozzi nello scontro tra sunniti e sciiti è una delle poste in gioco più alte perché il paese ritrovi uno stato di equilibrio: Rampoldi ci racconta dove e quali sono i "giacimenti" di quel particolare potere che è dato dal possesso delle fonti di energia. Un potere altissimo e del tutto instabile, soggetto a rivolgimenti politici e a tensioni economiche continue; un potere che gli Stati Uniti e l`intero Occidente, tra cui anche il nostro fragile paese, cercano di controllare ma con cui sempre più spesso sono costretti a venire a patti. È il potere dei nostri fornitori di energia, che ogni inverno minacciano di lasciarci al freddo o al buio.
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