Recensione

Ricchi tra i poveri

Titolo: Ricchi tra i poveri

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Quando pensiamo ai ricchi dei paesi poveri ci vengono in mente sultani, sceicchi, emiri con le gambe incrociate seduti su tappeti persiani e immense distese di petrolio. I magnati di cui la Ottieri narra le affascinanti storie sono invece degli imprenditori in apparenza molto simili ai ricchi degli Stati Uniti o della vecchia Europa. Uomini e donne dotati di grande ingegno, di spirito d`avventura, capacità di vedere lontano e di un`ambizione assoluta, perseguita come un`ossessione. Appartengono a potenti imperi familiari o sono giovani sospinti dall`incredibile crescita delle nuove economie emergenti. I loro patrimoni nascono dallo sfruttamento monopolistico delle principali risorse del paese d`origine per poi allungare i tentacoli in attività in rapida espansione. Oppure si sviluppano da idee audaci che, sull`onda dei mercati globali, raggiungono presto dimensioni inimmaginabili. Irrequieti e ottimisti, competitivi fino alla paranoia, velocissimi e scrupolosi, fanno dell`eccellenza un`abitudine e amano rendersi inaccessibili. Accanto a chi ostenta il lusso, c`è però chi, in nome di principi religiosi o di una diversa filosofia di vita, resta legato a modi di vivere sobri e tradizionali. E dietro di loro scopriamo un`avanguardia destinata ad aumentare: nuove borghesie che condividono lo stile di vita delle classi medie occidentali. Raccontate da una scrittrice che fa del giornalismo investigativo un`arma vincente, sono storie che aprono una finestra privilegiata sull`altra metà del mondo, tra chi pensa che l`unico modo di affrontare il futuro sia anticiparlo. Ma a quale prezzo? E davvero non c`è "nessuna differenza con i ricchi dei paesi ricchi?"
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