Recensione
Nella nostra società, che sempre più spesso si trova a dover affrontare problemi etici fondamentali per il destino della civiltà occidentale, si avverte l`urgenza di un dialogo tra laici e credenti che individui un senso della vita condiviso, un`"unica" verità etica. E questo è realizzabile, ovviamente, solo se si supera ogni sorta di relativismo e di integralismo, sia laicista sia confessionale, in quanto rinuncia alla "sfida della ragione come apertura alla categoria della possibilità". Da laico e credente, Sandro Bondi invita ad approfondire tale ambito di riflessione tracciando una "mappa culturale" del nostro tempo, dalla quale emergono i tanti campi in cui si rivela indispensabile un aperto e sereno confronto tra laici e credenti, tra ricerca e fede, tra modernità e tradizione. Sulla base dei concetti fondanti di persona-responsabilità-solidarietà, l`autore propugna una nuova forma di laicità che, rifiutando la tesi dogmatica secondo la quale la democrazia deve essere `ipso facto` irreligiosa, recuperi le radici e i valori cristiani - ovvero le tradizioni e i legami comuni, inscindibili da una "cultura della vita basata sul riconoscimento della dignità dell`uomo e della persona" - e diventi soggetto politico attivo. Se il percorso verso una laicità rispettosa delle libertà individuali e civili appare ancora molto faticoso (come prova il recente e aspro dibattito sulla procreazione assistita), non mancano confortanti segnali di una sua concreta praticabilità, contenuti nel magistero di Benedetto XVI, di Giovanni Paolo II e di don Luigi Giussani, ma presenti anche nel mondo della politica, purché marcatamente connotata "al femminile". Infatti, solo grazie alla peculiare predisposizione delle donne ad assumere la sacralità della vita quale irrinunciabile fondamento "prepolitico", può essere avviata la sperimentazione di un cammino riformatore che conservi le virtù di una prassi e di un`esperienza autentiche e reali.
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