Recensione
Fausto Bertinotti affronta in questo libro con rigore e lucidità i temi cruciali del mondo contemporaneo: la crisi della democrazia, la globalizzazione e la mobilità sociale, la guerra e il terrorismo, le relazioni fra l`Europa e gli Stati Uniti, la funzione della politica nella nostra società e il suo rapporto con l`etica. Le sue posizioni sono chiare e spesso controcorrente, e la sua critica a molti dei luoghi comuni che si sono imposti negli ultimi anni è radicale. A differenza di quanto spesso si sostiene, da qualche decennio a questa parte il tasso di democrazia si è ridotto in modo significativo. Se negli anni Sessanta e Settanta la partecipazione popolare al potere pubblico ha ricevuto la massima spinta propulsiva, oggi si sono affermate - e vanno affermandosi sempre di più - nuove istituzioni, dalla natura sovranazionale e sottratte al controllo dei cittadini, che influenzano pesantemente la vita di ognuno di noi e che, dietro la maschera di una pretesa neutralità tecnica, sono in realtà controllate da poteri forti. Un tale contesto condiziona e mette a rischio anche lo sviluppo del progetto europeo, che dovrebbe diventare, per poter ottenere il consenso popolare, uno strumento di allargamento anziché di riduzione dell`ambito democratico, come troppo spesso è apparso. D`altra parte, proprio la crisi dei nostri meccanismi democratici rende paradossali e del tutto prive di legittimazione le pretese di una parte dell`Occidente di esportare la libertà in altri ambiti geopolitici. Del resto, è il concetto stesso di Occidente che dovrebbe essere ripensato, in modo da esaltare le caratteristiche peculiari dell`Europa in cui, al termine di un processo lungo e doloroso e attraverso due guerre mondiali, ha preso corpo una concezione forte del pacifismo e del dialogo interculturale. Inoltre, in un momento in cui le regole degli assetti economici esistenti vengono presentate come leggi immodificabili dell`economia, Bertinotti propone di muoversi decisamente in favore delle classi lavoratrici, sostenendo l`allargamento dei consumi contro il conflitto fratricida tra i poveri del mondo determinato dalle logiche ultraliberiste, e offrendo sicurezza e stabilità al lavoro in una stagione nella quale la flessibilità ha sostituito la parcellizzazione come strumento di controllo e penalizzazione del proletariato. I giudizi sulla stagione politica che stiamo attraversando non sono però tutti negativi, né manca la speranza. Bertinotti riconosce nei movimenti no global e nelle occasioni che sono capaci di creare, da Porto Alegre a Firenze, i segni di una nuova opportunità per la crescita della democrazia e per la liberazione di tutti gli uomini del mondo.
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