Recensione

Tanto va il cliente in banca che ci lascia il capitale.

Titolo: Tanto va il cliente in banca che ci lascia il capitale.

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Il libro entra in quella specie di “back stage” che sono gli uffici studi, i comitati strategici, le analisi tecniche di banche e finanziarie, dove spesso prevalgono pressapochismo e ignoranza, se non la malafede. Ogni capitolo è dedicato a un argomento specifico, approfondendo molti temi che toccano da vicino gli interessi di milioni di risparmiatori-investitori. Ampio spazio è dedicato ai cosiddetti “maghi della finanza”, quelli che, secondo la pubblicità, dovrebbero garantire risultati positivi grazie alla loro competenza e capacità e che invece, quasi sempre, ottengono risultati inferiori a quelli di una scimmia ammaestrata... Un altro ampio capitolo è dedicato alla “finanza creativa” che ha promesso per un decennio di poter creare ricchezza e che invece l'ha inesorabilmente distrutta. Per ogni argomento è ampiamente descritto anche quanto occorre fare per evitare le trappole che si nascondono nella giungla finanziaria. Particolarmente interessante il capitolo dedicato a “Finanza ed Etica”, che tocca uno dei punti più dolenti del sistema, quello del comportamento dei “padroni del denaro”. La parte conclusiva è interamente dedicata a fornire proposte utili per uscire dalla crisi finanziaria provocata dagli apprendisti stregoni; una parte indirizzata, ovviamente, all'attenzione di politici e manager, ma che è bene tutti conoscano per poter contribuire, ognuno nel suo piccolo, a cambiare presto le regole perverse che hanno snaturato l'attività dei grandi gruppi bancari mondiali.
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