Recensione
1969. Da Ungano, un locale notturno di Manhattan, un Jimi Hendrix all’apice della fama incontra David Henderson, giovane poeta e giornalista di Harlem e si complimenta con lui per un pezzo su un suo concerto pubblicato qualche tempo prima su «Crawdaddy», uno dei magazine preferiti dal chitarrista. I due parlano per buona parte della serata, che si conclude con la promessa da parte di Henderson di scrivere, un giorno, un libro su Hendrix. Nessuno immagina che, di lì a pochi mesi, uno dei più grandi musicisti della storia scomparirà a soli 27 anni. Oggi quel libro esce per la prima volta in Italia, in edizione riveduta e ampliata, in occasione del quarantesimo anniversario della morte dell’autore di album capolavoro come Are You Experienced? ed Electric Ladyland. Frutto di anni di lavoro e di decine di interviste condotte con lo stesso Hendrix e con parenti, amici e musicisti di fama come Miles Davis, Quincy Jones, John Mayall e Taj Mahal, Scusami, sto baciando il cielo racconta la vita del grande musicista dall’infanzia trascorsa a Seattle al servizio nell’esercito americano, dalla Londra degli anni Sessanta alla rapidissima ascesa alla celebrità, dalle chitarre incendiate sul palco ai tanti amori, fino all’incontro con l’alcol e le droghe, senza perdere mai di vista la cosa più importante: la straordinaria musica prodotta in un irripetibile momento di creatività, tanto breve quanto intenso.
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