Recensione

Il paese delle meraviglie

Titolo: Il paese delle meraviglie

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Attila e Zazzi hanno quattordici anni e sono amici per la pelle. A prima vista non si direbbe. Sono diversi in tutto: il carattere, le famiglie d`origine, il loro sguardo sul mondo. Attila è un Charlie Brown che sogna spesso a occhi aperti, con un padre assente, una madre bigotta, una sorella che se n`è andata a Milano e un nonno anarchico un po` bizzarro ma con qualche lampo di saggezza. Francesco Zazzi detto Franz invece è sguaiato, aggressivo, dichiaratamente fascista, incontrollabile negli slanci che punteggiano le sue giornate, sempre sopra le righe ma anche profondamente libero. Un personaggio vitale, irresistibile, di quelli che lasciano il segno. A unire i due ragazzi c`è solo un`amicizia profonda e indissolubile, di quelle che possono nascere solo a quell`età. Sullo sfondo, un mondo sospeso tra il ridicolo e il tragico, popolato da personaggi come Mollo, ruota di scorta del duo, o l`ex sessantottina professoressa Cavalla, o le imbranate compagne di scuola. "II paese delle meraviglie" racconta attraverso gli occhi di due ragazzi l`Italia del 1977: un paese e un tempo segnati dalla violenza, apparentemente lontanissimi ma più vicini di quanto non sembri. E lo fa all`insegna di un riso travolgente e contagioso, in uno scatenato caleidoscopio di assurdità e sberleffi. Politicamente scorretto ma pieno di umanità, il nuovo romanzo di Giuseppe Culicchia coglie il volto e l`anima di un`intera generazione.
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