Recensione
Saman Abdul Majid, oggi traduttore per al-Jazira in Qatar, è stato per quindici anni l`interprete ufficiale di Saddam Hussein, l`ombra che camminava sempre al suo fianco, che sedeva dietro di lui durante gli incontri ufficiali, senza perdersi nemmeno una parola. Al servizio del dittatore iracheno ha assistito a ogni tipo di colloquio, da quelli cordiali e amichevoli a quelli più segreti e drammatici, vivendo da vicino fasi cruciali della nostra storia recente. Questa importante testimonianza consente di capire meglio il funzionamento dell`apparato burocratico del regime e della personalità alquanto ambigua di Saddam: irritabile, megalomane ma anche generoso con gli uomini del suo staff, amante di storia e letteratura. Le concitate ore precedenti la guerra l`hanno visto addirittura impegnato a scrivere il suo ultimo romanzo! Inoltre, accanto alla sua figura emergono quelle di alcune tra le più alte personalità del mondo politico e giornalistico, attori non protagonisti che portano alla luce dettagli e particolari sempre nuovi del controverso carattere del raìs.
Il quadro storico di questo travagliato periodo della storia irachena analizza anche i rapporti con i vicini Stati arabi e con il resto del mondo e si conclude con le amare considerazioni di chi ha vissuto in un Paese che poteva essere un paradiso ed è in breve diventato un inferno.
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