Sport e Doping senza censura in molti sport con Alessandro Donati.

VENERDI` 27 SETTEMBRE ORE 20.45 - LIBRERIA LA BASSANESE
DOPING NELLO SPORT, SENZA CENSURA.

Gli scandali del doping si susseguono coinvolgendo campioni di primissimo piano. Dal ciclismo all`atletica, dagli sport olimpionici al calcio. E` ormai risaputo che in diverse discipline sportive il ricorso al doping coinvolge gran parte degli atleti di vertice e altera i risultati delle maggiori competizioni sportive, favorito da dirigenti che guardano solo al numero delle vittorie e da una stampa sportiva che preferisce non vedere. Pochi sanno o non credono che molti praticanti di livello amatoriale affollano gli ambulatori dei medici dei campioni per farsi prescrivere la `cura miracolosa` che può consentire loro di battere in gara il collega di ufficio, l`amico o il vicino di casa. Così il doping è diventato fenomeno di grandi numeri, con molti punti di contatto con la droga e sta generando traffici internazionali manovrati da.. chi c`è dietro al doping? Alessandro Donati, da oltre 30 anni allenatore di atletica a livello nazionale e consulente dell`Agenzia mondiale antidoping non ci sta e svelerà Il doping nello sport senza censura.

Introduce e modera l`incontro il giornalista Claudio Strati de Il Gazzettin e Grande Sport.

Ingresso garantito ai possessori della tessera senza censura. Chi è sprovvisto info in libreria 0424 521230

Durante la serata con Alessandro Donati affronteremo il doping dalla parte di chi lo rileva e da chi lo combatte. Donati racconta i suoi 35 anni di lotta al doping con particolari e nomi dei protagonisti delle vicende che hanno caratterizzato la sua battaglia: i medici Ferrari e Conconi, le denunce di Zeman nel calcio, Pantani e il caso Schwazer. Il ciclismo è visto da Donati come l` “ombrello protettivo per tanti sport”. Affronteremo anche gli ultimi casi di doping di Amstrong e i velocisti giamaicani. Nelle ultime settimane, infatti, Tyson Gay e Asafa Powell, due tra i più veloci atleti del pianeta, avversari pregiatissimi e ingombranti di Usain “Lightning“ Bolt nelle corse più importanti degli ultimi anni, sono stati accusati in estate 2013 di aver fatto uso di sostanze dopanti.
“Nei controlli antidoping un gran numero di sostanze non sono rilevabili nelle urine o sono utilizzate in microdosi. L`efficacia aumenterebbe con i controlli a sorpresa, ma il sistema sportivo li utilizza con molta parsimonia: c`è solo lo 0,6% di casi di doping, mentre nei controlli della commissione antidoping del Ministero della Salute le sostanze dopanti sono riscontrate nel 3-4% degli amatori. La colpevolezza è nelle istituzioni politiche: dovevano ragionare sul fatto che le istituzioni sportive non potevano controllare sé stesse”.
Alessandro Donati è un Maestro dello Sport del CONI, consulente della Wada (l`Agenzia Mondiale dell`Antidoping), consigliere del ministro della Solidarieta sociale e collabora con l`associazione Libera nell`attività antimafia. Durante la serata sarà presentato il suo ultimo libro di ricerca e denuncia Lo sport del doping edito dal Gruppo Abele.

Dal 1977 al 1987 è stato responsabile delle squadre nazionali di atletica leggera. Fu esonerato dopo le denunce del doping e del salto truccato di Evangelisti ai Mondiali di Roma del 1987. E` autore di diversi libri sulle metodologie del doping, è stato responsabile della divisione Ricerca e Sperimentazione del Coni dal 1990 al 2006. 23 anni fa ha pubblicato “Campioni senza valore”, un libro che descriveva minuziosamente i retroscena aberranti di pratiche doping legate al mondo dell`atletica. Inoltre nel 1993 ha pubblicato un dossier sull`uso di Epo nel ciclismo che ha condotto all`apertura dell`inchiesta sul professor Conconi. Donati ha svolto un ruolo attivo anche nell`inchiesta sul doping nel calcio che ha determinato la scoperta delle irregolarità commesse dal laboratorio antidoping di Roma. Insomma, si tratta di un esperto del settore, di una persona coraggiosa che ha sicuramente qualcosa da dire sul tema.

Donati accusa Walter Veltroni e Manuela Di Centa (per i suoi valori anomali nella sua carriera di sciatrice),gli ex presidenti del Coni, Mario Pescante e Gianni Petrucci :

“Il caso Schwazer va interpretato in questa area di grigio. Il Coni non ha disposto controlli a sorpresa per questo importante atleta in vista dei Giochi di Londra, anche se erano stati anticipati dalla Procura di Padova i suoi rapporti con Ferrari e dai controlli ematici risultavano dati anomali. I dirigenti hanno messo in evidenza la tempestività con cui l`avevano escluso dalla squadra ma era inevitabile. Schwazer, come Armstrong, è la vittima finale ma la luce si è spenta su chi traeva vantaggio dai suoi risultati”. Prenota Incontro