Recensione

A Camavor, l'unica legge in vigore è quella del più forte. I cavalieri imperiali imperversano per le sue terre, lasciandosi dietro solo morte e distruzione. La guerriera Kalista, però, sogna di dare alla sua gente un regno più giusto. E l'occasione le si presenta quando sale al trono suo zio Viego, un giovane egoista e vanesio, ma proprio per questo forse facilmente influenzabile. Come sua consigliera e generale dell'esercito, Kalista può finalmente fare la differenza. Almeno finché un assassino non supera le difese della corte e una lama avvelenata colpisce la regina, infettandola con un male per cui non esiste cura. Devastato all'idea di perdere l'amore della sua vita, Viego precipita in un baratro di dolore e follia, un baratro in cui rischia di trascinare pure il suo regno. Kalista tenta allora il tutto per tutto, partendo per le Isole Benedette, un luogo remoto e perennemente avvolto da una densa nebbia, dove si dice sia nascosta l'unica speranza per la regina. Ma il viaggio è lungo e irto d'insidie e, una volta arrivata nella capitale, Kalista si troverà a dover fare i conti con un guardiano assetato di vendetta, che vorrebbe coinvolgerla nelle sue macchinazioni. Kalista sarà quindi costretta a scegliere se rimanere fedele a Viego o fare ciò che in cuor suo sa essere la cosa giusta. Perché anche nell'oscurità più fitta, un solo atto di coraggio può diventare la scintilla che salverà il mondo...
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